Mister Friuli Venezia Giulia è di colore

Messaggero Veneto
Martedì 28 novembre 2017

Ha 18 anni, è di Cividale del Friuli, frequenta la quinta superiore, gioca a pallacanestro, ha un fisico scultoreo. Ed è stato eletto Mister Friuli Venezia Giulia 2017. C’è un dettaglio, però, che non è passato inosservato al popolo dei social che, dopo aver visto la sua foto con la fascia, ha innescato il turbine di reazioni e commenti. Alioune Diouf è di origini senegalesi, ed è di colore. La sua incoronazione entra dunque di diritto nel tormentato dibattito sull’identità degli italiani, che separa i tifosi della purezza della razza dai sostenitori della società multietnica. A schierarsi, seduta stante, è “Primato Nazionale”, sedicente “quotidiano sovranista”. Che si scaglia contro la logica “politicamente corretta” che avrebbe indotto la giuria a scegliere Alioun come rappresentante della bellezza made in Fvg. Tra gli utenti Facebok, frattanto, vanno per la maggiore sdegno o, quando va bene, l’ironia. Ermanno B. denuncia il “totale irrispetto per il popolo friulano” da parte di una giuria che “ha rinnegato le sue origini”. Simone B. si scaglia contro gli sciagurati “comunisti e buonisti” che hanno avuto l’idea di premiare Alioune. Rita M. sostiene che, “bello sì o no, a una gara friulana è fuori posto”. Michele R., per il quale il “bel fusto senegalese annulla l’identità di una regione”, è del parere che “è come essere orgogliosi di essere occupati da un altro paese”. Elena B., sinteticamente, ritiene che Alioune non abbia nulla da spartire “con l’etnia friulana”. Non manca l’articolazione, più o meno approfondita, di un pensiero. Per Diego C., a detta del quale il vincitore è semplicemente “fuori luogo”, si tratta di un “ragazzo che potrebbe rappresentare degnamente il mondo globalizzato”. Fabio B. crede che queste competizioni debbano tenere conto dei “canoni di bellezza” peculiari ad un territorio, “dal colore degli occhi ai capelli”. Il florilegio dei contrari potrebbe continuare – ci sono 240 commenti a margine della foto della premiazione – ma gli esempi forniti possono bastare. Sono indicativi, infatti, della difficoltà di parte del popolo friulano ad accettare la grande trasformazione della nostra società indotta dagli odierni fenomeni migratori, cui non è estranea la retorica della cosiddetta “invasione” che va per la maggiore presso certi imprenditori della xenofobia. L’ondata degli ultimi tre anni, che ha portato sul nostro territorio migliaia di disperati da terre lontane alla ricerca di asilo, ha polarizzato l’opinione pubblica, dividendo coloro che sono a favore dell’accoglienza da quanti ritengono inopportuno lo stanziamento di risorse a favore dei “presunti profughi”. Ma il dibattito politico risulta meno stimolante delle discussioni accese da Mister Fvg 2017. Sullo sfondo dei commenti social s’intravede infatti la ricerca, talora sofferta, talora spassionata, di chiavi di lettura di un mondo cambiato. Un mondo che ha perso le antiche certezze, e ha bisogno di rassicurazioni. Sarebbe interessante sentisre il parere dei compagni di classe e di squadra di Alioune, di cui, oltre che le fattezze, conoscono l’umanità. A loro l’ardua sentenza.

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