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Rouen, che cosa insegna il braccialetto elettronico del terrorista Isis

Pubblicato il 27/07/2016 - Formiche

Dunque uno dei due terroristi che hanno insanguinato una chiesa oggi in Normandia era ben noto alle forze dell’ordine. Aveva provato per ben due volte ad andare in Siria, invano. Era stato arrestato ed imprigionato per un anno. Rilasciato in attesa di processo in libertà vigilata e con braccialetto elettronico, aveva solo 4 ore di tempo concessogli dalle autorità – dalle 8.30 alle 12.30 – per sfogare i suoi istinti violenti.

C’è riuscito, e a farne le spese è stato un sacerdote ottuagenario benvoluto dalla comunità, più altre due persone che risultano ferite. C’è un monito perciò nei fatti di ieri. Se è vero che molti lupi solitari sbucano dal nulla e niente si può fare per fermarne la mano assassina, in altri casi siamo di fronte a individui che potevano essere fermati.

Non è più il tempo per la benevolenza, questo. Se vogliamo bloccare la scia di sangue del califfato bisogna mostrare tutta la fermezza dello Stato. Uno Stato che ha il dovere di difendere i suoi cittadini dai mostri del nostro tempo.

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