Zampino russo nella vittoria del ‘No’: verità o fake news?

Il Friuli
Venerdì 15 dicembre 2017

Diventa un caso politico in Italia l’articolo sulla rivista americana Foreign Affairs scritto a quattro mani dall’ex vicepresidente Usa Joe Biden dall’ex vice-assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter e intitolato “Come resistere al Cremlino”. Un saggio con cui gli autori denunciano la ciber-ingerenza russa nella campagna referendaria dell’anno scorso, quella in cui gli italiani sono stati chiamati a votare la riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi e dall’ex ministra Maria Elena Boschi. Una consultazione che, come sappiamo, si concluse con il rigetto dell’iniziativa governativa da parte dell’elettorato. Secondo Biden e Carpenter, in quella sconfitta ci sarebbe lo zampino di Vladimir Putin, mandante di una sofisticata operazione di propaganda che, sulla scia di quanto avvenuto nella campagna presidenziale americana 2016, avrebbe agito soprattutto nel terreno dei social media. Non basta. A detta dei due big democratici, lo zar starebbe continuando a tutt’oggi a manipolare il web di casa nostra, insinuandovi una disinformazione finalizzata a sostenere gli sforzi di Lega e MoVimento 5 Stelle di espugnare i palazzi romani. Il Pd lancia l’allarme e chiede al ministro degli Esteri Angelino Alfano di convocare gli ambasciatori di Usa e Russia per avere chiarimenti. Dal canto loro, gli interessati negano. “Renzi ha perso il referendum”, dichiara Matteo Salvini, “e perderà le elezioni, perché gli italiani hanno buon senso, non perché lo vuole Putin”. Di “fake news” parlano invece i grillini. “Abbiamo rifiutato gli aiuti pubblici italiani, figurarsi se abbiamo mai pensato di riceverne di stranieri”, affermano. Eppure, a sostegno delle tesi di Biden c’è un recente rapporto dell’Atlantic Council, che attesta l’esistenza di un network russo che opera nei paesi mediterranei, Italia inclusa, al fine di condizionare il dibattito pubblico. In merito alla riforma costituzionale, il rapporto sottolinea come “nell’ottobre 2016 alcuni media internazionali russi iniziarono a fare campagna per indebolire il voto per il Sì (pro-Renzi) al referendum del dicembre 2016 sulle riforme costituzionali”. Un episodio significativo richiamato dall’Atlantic Council risale al 30 ottobre 2016, quando l’emittente russa in lingua inglese Russia Today e la sua rete di siti web “hanno presentato falsamente una immagine di una manifestazione per il Sì di migliaia di persone a Roma come una protesta anti-governativa in sostegno del No al referendum, e la fake news fu diffusa rapidamente da una quantità di siti web e account di social media pro-M5s”. Un altro tema controverso, dunque, destinato ad arroventare la prossima campagna elettorale.

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