I richiedenti asilo e la politica che ricatta la società civile

Venerdì 24 novembre 2017
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C’è un tema che sta surriscaldando gli animi dei cittadini del Friuli Venezia Giulia: l’accoglienza dei richiedenti asilo. Oltre a dividere la classe politica, la presenza dei migranti nelle nostre città e paesi sta suscitando episodi di intolleranza che non possono non preoccupare. Il fatto accaduto martedì a Vedronza ne è un esempio ed è indicativo di un clima oltremodo torbido. In occasione della settimana del libro sul tema del viaggio, la scuola elementare del paese ha pensato di invitare Najib, un migrante ospitato a Lusevera, affinché raccontasse il travagliato percorso che dalla fuga dal natio Afghanistan l’ha condotto tra noi, attraversando Pakistan, Turchia e Balcani. Apriti cielo. Alcuni genitori contrariati, aizzati da un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, si sono presentati nella sede della direzione didattica per chiederne conto alla dirigente. Non trovandola, ed essendo venuti a sapere che la stessa si trovava a colloquio con il sindaco di Tarcento, il gruppo le ha fatto la posta fuori dal municipio e, quando è uscita, l’ha inseguita fino alla sede della direzione didattica. Sul posto sono giunti i carabinieri, che fortunatamente non hanno riscontrato nulla da mettere agli atti. Si tratta, purtroppo, di un deplorevole episodio di intimidazione nei confronti di un operatore scolastico, giudicato arbitrariamente responsabile di una scelta pedagogica legittima se non auspicabile. La scuola ha infatti il diritto se non il dovere di offrire agli alunni elementi conoscitivi utili ad apprendere ciò che caratterizza la società contemporanea e i problemi che la attraversano. Le migrazioni, fino a prova contraria, rappresentano un fenomeno strutturale e inesorabile, un elemento centrale di un mondo turbolento oltre che un’esperienza che tutte le società, a tutte le latitudini, hanno sperimentato nel corso della storia. Le scuole sono il luogo in cui si formano le coscienze dei futuri cittadini, non un’arena di scontro tra opinioni politiche. Ed è bene che le diatribe che si consumano nei consigli comunali e nel confronto tra i partiti restino fuori dalle aule, in cui è opportuno vi sia un clima sereno e costruttivo volto a favorire discernimento e consapevolezza. L’immigrazione e l’accoglienza, abbiamo capito, saranno il fulcro delle competizioni elettorali prossime venture. È legittimo, per i partiti che si contenderanno il governo del Paese e della nostra Regione, un dibattito aperto e approfondito su questi temi. Ciò che non è accettabile è che, per conquistare il consenso, talune forze politiche istighino o addirittura ricattino la società civile. Chi vorrebbe mettere il bavaglio agli insegnanti, impedendo loro di compiere il proprio lavoro, farebbe bene a rientrare nei ranghi e occuparsi di altro. Non è sobillando i padri e le madri di famiglia che si risolverà il problema della presenza dei richiedenti asilo. Gli amministratori e gli aspiranti tali pensino, piuttosto, a predisporre piani sostenibili per l’inclusione dei soggetti che ne hanno diritto, in ossequio ai principi concordati dal governo e dall’Anci.