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Economisti da tutto il mondo e guru dello sviluppo al foyer del San Carlo

Pubblicato il 18/10/2014 - La Repubblica

DAL 22 AL 28 OTTOBRE INCONTRI E CONFERENZE CON ESPERTI E SCIENZIATI

RIPORTARE il futuro, quello scientificamente ipotizzabile, dentro la riflessione collettiva. Spostare l’orizzonte dagli spazi esigui della crisi alle prospettive economiche e sociali che verranno. Per non essere impreparati, per non trovarsi nel futuro senza una visione che contribuisca a disegnarlo. Il Forum universale delle culture porta così a Napoli il Future Forum nato in Friuli, per iniziativa della Camera di Commercio di Udine, due anni fa, quando il curatore del progetto, Renato Quaglia, chiamò a lavorare sul programma, tra gli altri, Daniele Pitteri. Che ora, alla guida del Forum delle culture, ha voluto portare qui quell’esperienza. E dal 22 al 28 ottobre, praticamente in contemporanea con l’evento friulano, Napoli avrà, al San Carlo, un fitto programma di incontri con studiosi italiani ed esperti internazionali chiamati a confrontarsi sui temi dello sviluppo: «Dalle nuove tecnologie al lavoro e alle imprese, dalla città alla salute e all’alimentazione, dal turismo alle industrie creative e alla trasmissione dei saperi». Come saranno tra 20 anni? Per rispondere, ecco quella che Nino Daniele, assessore comunale alla Cultura, definisce, presentando l’appuntamento, «mobilitazione cognitiva sul futuro».

«Come cambieranno tutti questi aspetti della nostra vita — spiega Renato Quaglia — è un tema da affrontare con competenza e autorevolezza». Di qui la scelta degli ospiti, tra i quali economisti come Jay Mitra, Sergio Arzeni, Carsten Beck, Peter Marsh, Harald Von Witzke e David Halabisky, il luminare dell’internet governance Viktor Mayer Schönberger, i genetisti Guido Barbujani e Michele Morgante, l’urbanista Alastair Donald, l’esperto di popettine licy del territorio Olaf Merk, i ricercatori Antonello Pasini, Lionel Devlieger, Marco Orioles e l’antropologo Mark Pagel. Il programma prevede incontri, dibattiti, dialoghi con un numero ben maggiore di esperti, alcuni impegnati con l’Ocse, che è partner del progetto. Come Michele Dau, vicepresidente del Comitato Ocse per lo Sviluppo locale e l’occupazione, che precisa: «Non si tratta di predire il futuro con arti divinatorie, ma di capire in anticipo cosa accadrà sulla base dei dati relativi al presente ed al passato».

«In questi mesi — afferma Pitteri — stiamo esplorando le culture contemporanee alla ricerca di strade capaci di accompagnare la città verso il futuro. Di qui, il Future Forum», durante il quale «saranno presentate ricerche, scoperte, esperienze, cambiamenti che modificheranno la nostra vita. Laboratori e centri di ricerca offriranno nuovi sguardi e visioni, sollecitando una riflessione collettiva e sempre più urgente sul prossimo futuro». Si comincia mercoledì 22 ottobre, con appuntamenti che dureranno fino al 28 e si terranno di pomeriggio, tranne la domenica, quando il programma è antimeridiano, nel foyer o nell’Opera Cafè del San Carlo. Per prendere parte agli incontri è consigliabile prenotarsi, anche on line, accedendo al sito www. futureforumnapoli. i

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