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Il ritorno dello spettro dell’antisemitismo

Pubblicato il 04/11/2023 - Messaggero Veneto

Sullo sfondo della feroce guerra tra Hamas e Israele ritorna prepotente, anche nel nostro Paese, il lugubre spettro dell’antisemitismo. L’episodio forse più inquietante è avvenuto a Roma, dove sono state sfregiate alcune pietre d’inciampo poste in ricordo degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento. Nella vicina Vienna, frattanto, ignoti vandalizzavano il cimitero ebraico, disegnando sulle sue pareti delle vistose croci uncinate. Ma questa follia non ha preso di mira solo gli ebrei morti: a Parigi numerose stelle di David sono state dipinte sulle facciate di abitazioni di famiglie e negozi ebrei del XIV arrondissement. Seppur sia difficile stabilire una gerarchia di gravità tra questi episodi, il più allarmante è stato senz’altro il tentato pogrom scatenato dalla folla che si è presentata sino alla scaletta di un aereo proveniente da Israele e atterrato in un aeroporto del Daghestan, in Russia, col chiaro intento di individuare e linciare tutti i passeggeri di fede ebraica. L’insieme di questi fatti avviene nel contesto della più veemente critica delle opinioni pubbliche occidentali alla reazione militare di Israele dopo il terribile attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. In quasi tutte le capitali del Vecchio Continente sono state organizzate imponenti manifestazioni dove sono stati scanditi violenti slogan antiisraeliani. Purtroppo il confine tra antisionismo e antisemitismo è stato abbondantemente superato dai cartelli esibiti in alcune piazze che, mostrando una stella di David che viene cestinata, invitavano a “tenere il mondo pulito”. La rabbia per le vittime palestinesi delle operazioni militari israeliane è tale da cancellare ogni empatia per il popolo ebraico, oggetto il 7 ottobre della più grande strage subita dopo la Shoah. Lo dimostra il cinismo con cui alcuni cittadini, per lo più giovani, in luoghi come Londra e New York hanno strappato i manifesti con i nomi e i volti degli oltre 240 israeliani e stranieri presi in ostaggio da Hamas. Israele è a tal punto detestata che le posizioni dei governi occidentali schierati coralmente al fianco di Tel Avis sono state oggetto di un vero e proprio ammutinamento all’interno di quelle istituzioni, tra cui si segnala la plateale presa di distanza di alcuni Commissari europei dalla linea della Presidente Ursula von der Leyen. Nulla che non sia stato previsto in anticipo dal diabolico piano di Hamas, che ha organizzato quel massacro anche sapendo di poter contare sulla simpatia di cui la causa palestinese gode presso le nostre opinioni pubbliche e la nostra stessa classe dirigente. Pur consapevoli che il loro attacco a Israele non sarebbe rimasto impunito, i terroristi possono ora farsi scudo di chi ritiene illegittima l’intenzione dello Stato ebraico di rimuovere una volta per tutte da Gaza la minaccia di Hamas. Persino gli Usa di Biden, finora incrollabili nel loro sostegno al Paese aggredito, spingono ora per delle pause umanitarie che portino sollievo alla popolazione di Gaza, in linea con quanto auspicato all’ultimo Consiglio europeo. In tutto questo bailamme, gli ebrei europei, che nulla c’entrano, respirano di nuovo la torbida aria degli anni Trenta.

Marco Orioles

antisemitismoEuropaIsraeleMessaggero Veneto
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